“L’intero corpo è strumento ed espressione dell’anima. Questa non è semplicemente nel corpo come una persona che siede nella propria casa, bensì risiede e agisce in ogni membro e in ogni fibra. Parla da ogni lineamento, da ogni forma e moto del corpo. Però, dell’anima, specialmente il viso e la mano sono strumento e specchio. Del viso ciò è senz’altro evidente. Ma osserva una persona – o anche te stesso – e nota come ogni moto dell’animo, - gioia, stupore, attesa – si manifestano contemporaneamente anche nella mano. Un repentino alzar della mano oppure una sua lieve morsa non dice spesso di più che la stessa parola? La parola espressa non appare talvolta grossolana accanto al linguaggio delicato e significativo della mano? Essa è , dopo il viso, la parte più spirituale del corpo, se così si può dire.
È salda e vigorosa quale strumento del lavoro, quale arma di offesa e di difesa, ma pur tuttavia è anche una cosa finemente costruita, ben articolata, mobile, percorsa da nervi delicatamente sensibili. Quindi veramente uno strumento per cui l’uomo può rivelare la propria anima, e insieme accogliere l’anima altrui. Anche questo egli fa con la mano.
Non è un accogliere l’anima altrui lo stringere le mani che uno ci tende? Con tutto quanto esse esprimono di fiducia, di gioia, di approvazione, di dolore? Così non può non avvenire che la mano abbia il suo linguaggio anche là dove l’anima parla e riceve in modo tutto particolare; vale a dire dinanzi a Dio. Dove l’anima vuol dare se stessa e ricevere Dio;vale a dire la preghiera.
Quando uno si raccoglie tutto in se stesso ed è nella sua anima solo con Dio, allora la mano si stringe saldamente nell’altra, il dito s’incrocia col dito. Come se il flusso interiore che vorrebbe dilagare, dovesse venire condotto da una mano nell’altra e riportato nell’interno, affinché tutto rimanga dentro, un custodire il Dio nascosto. E così parla: « Dio è mio, e io sono suo, e noi siamo soli, l’uno con l’altro, in intimità».
Altrettanto fa la mano quando un’interiore angustia, una necessità , un dolore, minaccia di erompere. La mano si stringe di nuovo nella mano, e l’anima dentro, lotta con se stessa fino a che si è dominata, placata.
Ma se uno sta dinanzi a Dio in atteggiamento interiormente umile e reverente, allora la mano aperta aderisce pianamente all’altra, palmo a palmo. Il che parla di severa disciplina, di contenuta reverenza. Ed è un esprimere umile e ben determinato la propria parola e un ascoltare il divino con attenzione. Oppure esprimiamo devozione, dedizione, quando si abbandonano, per così dire, le mani con cui ci difendiamo alla stretta delle mani di Dio.
Avviene anche che l’anima si apra tutta dinanzi a Dio, in gran giubilo o ringraziamento. Sì che in essa, quasi in un organo, si aprano tutti i registri lasciando profluire la piena interiore. Oppure, anelante, essa invoca: allora l’uomo apre bene le mani e le solleva a palme dispiegate affinché la piena dell’anima fluisca liberamente e l’anima possa compiutamente ricevere quanto brama.
E infine può capitare che uno si raccolga in se stesso con tutto quanto esso è e possiede, per offrirsi in pura dedizione a Dio, conscio di accedere a un sacrificio. E allora stringe mani e braccia sul petto, nel segno della croce.
Bello e grande è il linguaggio della mano. Di essa la Chiesa dice che ci è data affinché “vi portiamo l’anima”.
Perciò prendi sul serio la mano, questo santo linguaggio. Dio l’ascolta e tende l’orecchio a quanto essa Gli dice dell’intimo dell’anima. Essa può anche parlare di pigrizia di cuore, di dissipazione e d’altre cose poco belle. Tieni bene le mani e procura che l’intimo tuo spirito coincida davvero con questo atteggiamento esteriore!
Cosa delicata quella di cui abbiamo qui parlato; di cose siffatte non si parla volentieri, ma quasi con avversione. Con tanta maggiore severità vogliamo rispettare queste esigenze nella realtà. Non farne cioè un gioco vano e affettato, bensì un linguaggio in cui il corpo, in schietta veracità , esprima a Dio quello che l’anima intende.
martedì 9 dicembre 2008
la mano
da “I santi segni” di Romano Guardini
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento