sabato 21 giugno 2008

dove sei?

martin buber, il cammino dell'uomo, qiqajon, 1990, p. 1-2

Rabbi Shneuer Zalman, il Rav della Russia, era stato calunniato presso le autorità da uno dei capi dei mitnagghedim, che condannavano la sua dottrina e la sua condotta, ed era stato incarcerato a Pietroburgo. Un giorno, mentre attendeva di comparire davati al tribunale, il comandante delle gurdieentrò nella sua cella. Di fronte al volto fiero e immobile del Rav che, assorto, non lo aveva notato subito, quest'uomo si fece pensieroso e intuì la qualità umana del prigioniero. Si mise a conversare con lui e non esitò ad affrontare le questioni più varie che si era sempre posto leggendo la scrittura.

Alla fine chiese: "Come bisogna interpretare che Dio Onnisciente dica ad Adamo: 'Dove sei?'".

"Credete voi - disse il Rav - che la scrittura è etarna e che abbraccia tutti i tempo, tutte le generazioni e tutti gli individui?"

"si, lo credo", disse.

"Ebbene - riprese lo zaddik - in ogni tempo Dio interpella ogni uomo: 'Dove sei nel tuo mondo? Dei giorni e degli anni a te assegnati ne sono già trascorsi molti: ne frattempo tu fin dove sei arrivato nel tuo mondo?'. Dio dice per esempio: 'Ecco, sono già quarantasei anni che sei in vita. Dove ti trovi?".

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