Cina, dopo aver distrutto oltre 300 chiese e croci, il partito comunista demolisce le scuole cristiane
Tempi - 19 Settembre 2014, di Leone Grotti
Cinquecento poliziotti prendono a manganellate semplici civili, la
cui unica colpa è quella di essere cristiani e di cercare di difendere
la loro chiesa dal tentativo del governo locale di distruggerne la
croce. Il video pubblicato dalla Cnn (in basso nella pagina) mostra chiaramente quanto avvenuto a fine luglio in Cina, davanti alla chiesa della Salvezza, nella contea di Pingyang, Wenzhou.
CROCE DISTRUTTA.
Per 33 giorni consecutivi, i cristiani della chiesa, iscritta tra
quelle ufficiali protestanti (come richiesto dal partito comunista),
avevano pattugliato l’edificio religioso 24 ore su 24 per impedire che
il partito comunista abbattesse la croce. Quella notte diversi fedeli
sono finiti all’ospedale e la polizia, costretta battere in ritirata, è
riuscita a distruggere la croce qualche settimana dopo, vincendo la
resistenza dei cristiani.
TROPPI CRISTIANI. Come raccontato più volte da tempi.it, è in atto una nuova ondata di persecuzioni nei
confronti dei cristiani nella provincia di Zhejiang, considerata più
grave anche di quella avvenuta durante la Rivoluzione Culturale. Il
partito comunista cinese ha già distrutto 360 tra croci e chiese, nel tentativo di frenare la crescita del cristianesimo nell’area e abbattere le strutture «troppo vistose».
«PROTEGGERÒ LA CROCE». Molte altre chiese sono in
pericolo alla periferia di Wenzhou, considerata la “Gerusalemme
d’Oriente” a causa dell’altissimo numero di cristiani. «Se sarà
costretto, prenderò la croce tra le mie braccia e la proteggerò»,
dichiara alla Cnn un anziano che staziona tutto il giorno davanti
all’entrata dell’edificio. Riferendosi al partito comunista aggiunge:
«Non hanno il diritto di buttarla giù, ecco perché dobbiamo difendere la
nostra chiesa».
«CHI GIOCA COL FUOCO…». È d’accordo il leader della
comunità protestante, Chen Zhi’ai: «Quello che il governo sta facendo è
barbarico, sono come banditi e noi siamo infuriati. Oggi vediamo che
violano il simbolo fondamentale della nostra fede e questo ci fa molto
male». I cristiani vengono perseguitati come ai tempi di Mao Zedong, ma i
tempi non sono più gli stessi e Chen lancia un avviso al partito: «Se
continuano a comportarsi in questo modo, finiranno come dice il detto:
“Chi gioca con il fuoco finisce bruciato”».
SCUOLE DOPO LE CHIESE.
Il partito comunista però non si è limitato a demolire chiese e a
distruggere croci. Come riporta ChinaAid, la nuova crociata contro i
cristiani ha portato anche alla distruzione di una scuola di eccellenza
di Fuyang (Anhui). La scuola a inizio settembre è stata demolita con la
gru con la motivazione formale che gli estintori non erano a norma.
Comunicata la decisione alla scuola, hanno anche avvisato tutti i
genitori di non mandare più i loro figli in quella struttura.
«GOVERNO SPAVENTATO». Eppure secondo il direttore
della scuola, Fang Han, le cose non stanno così: «Abbiamo tutte le
licenze e i requisiti per tenere aperta la scuola. Siamo in regola», ha
dichiarato prima della demolizione. «Qui ospitiamo 800 studenti e i
genitori, nonostante gli avvisi del governo locale, hanno mandato i
primi giorni a scuola i loro figli lo stesso». Un cristiano della zona
conferma: «La scuola è cristiana, ecco il problema. Ovviamente il
governo trova sempre una scusa, non fanno mai le cose in modo diretto,
ma io penso che siano spaventati perché i credenti in Cristo aumentano.
Temono che diventino un pericolo per loro ma noi cristiani non siamo
contro il governo».
STRUTTURA DEMOLITA. Nonostante la protesta di
insegnanti e genitori la scuola è stata demolita nei primi giorni di
settembre. Dopo la distruzione, il direttore della scuola è scomparso e i
genitori non sanno dove mandare a scuola i figli: «Non so dove
trasferire il mio ragazzo e non so come fare a mandarlo in un’altra
scuola. È davvero doloroso vedere quanto successo, i cristiani non hanno
mai fatto niente di male». Il partito comunista non la pensa così: dal
26 luglio scorso, oltre a quella di Fuyang, ha già chiuso altre quattro
scuole cristiane.
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