giovedì 30 aprile 2009

non carità ma giustizia

La parola Tzedakà in ebraico significa GIUSTIZIA e non CARITÀ. Con ciò si vuole dare cenno a ciò che dissero i nostri maestri, che Dio fa guadagnare al ricco anche la parte del povero, per renderlo meritevole dell’atto della Tzedakà. Se però egli trattiene questa parte commette un ingiustizia nei confronti di Dio.

La parola Maaser, la DECIMA dei guadagni netti che si deve destinare in Tzedakà, ha le stesse lettere di Osher, RICCHEZZA, come dicono i nostri saggi, “Dai la decima e ti arricchirai

Ci sono poi otto livelli di Tzedakà.

Il più alto di tutti è quello di chi aiuta un ebreo povero e gli dà un dono o un prestito, o fa una società con lui, o gli trova un lavoro, fino a che non abbia più bisogno di chiedere agli altri

Il livello inferiore a questo è quello di chi dà Tzedakà ai poveri, senza sapere a chi vanno, nè il povero sa chi ha dato.

Il livello inferiore a questo è quello in cui il donatore sa a chi dà, ma il povero non sa da chi prende. Come facevano i più grandi maestri che andavano in segreto ad infilare le monete sotto le porte dei poveri.

Il livello inferiore a questo è quello in cui il povero sa da chi prende, ma il donatore non sa a chi dà.

Il livello inferiore a questo è quello in cui si dà prima che venga chiesto.

Il livello inferiore a questo è quello in cui si dà dopo che viene chiesto.

Il livello inferiore a questo è quello in cui si dà meno del dovuto, ma con buon viso.

Il livello inferiore a questo è quello in cui si dà con rammarico.

Nessun commento: