mercoledì 29 aprile 2009

segni

“Cinque cose sono un sessantesimo di un’altra, e precisamente: il fuoco, il miele, lo shabbàth, il sonno ed il sogno. Il fuoco è un sessantesimo della gehenna; il miele è un sessantesimo della manna; lo shabbàth è un sessantesimo del mondo futuro; il sonno è un sessantesimo della morte; il sogno è un sessantesimo della profezia”. (Talmud Bavlì, Berakcoth, 55a)


da "Il Regno di Dio è dei violenti?
Meditazioni bibliche da Abele al drago"
di Stella Morra, Effatà Editrice


Un midrash dice che ci sono cinque cose che portano in se un sessantesimo di altro; guarda caso sono, sono cose molto importanti nella vita di Israele: il fuoco, il miele, il sabato, il sonno, il sogno.
A questo punto vorrei fare una prima, piccola domanda: nella nostra vita, quali sono le cose che portano in se un sessantesimo di altro? Se non ce n'è nemmeno una, la cosa è un po' preoccupante; se ce ne sono duecento, la cosa è altrettanto preoccupante. Ne bastano quattro o cinque, e portano in sé il segno che "noi non siamo tutti lì", che la vita non è tutta lì, che le cose non sono solo quello che sono.
Nell'esperienza credente, la salvezza è proprio questa "buona notizia": "Noi non siamo tutti lì". I medievali hanno detto la stessa cosa quando affermavano: "Abbiamo un'anima immortale"; nel settecento, si diceva: "C'è anche una vita eterna". Sono immagini che faticano a raggiungerci in questi termini, ma l'idea era sempre la stessa, cioè che la buona notizia sulla nostra vita è: "Tu non sei solo quello che sai di essere, tu sei di più".

Secondo il midrash, ci sono almeno cinque cose che sono segni della salvezza, che portano in se un sessantesimo di altro. Analizziamoli più nel dettaglio.
Se il fuoco porta in se un sessantesimo della Geenna, significa che il giudizio sulle cose, sulle persone e sugli avvenimenti non è tutto qui; significa che c'è un sessantesimo di giudizio finale che sarà un altro a dare, che non posso dare io; significa quindi che c'è una riserva sul giudizio che bisogna ricordarsi di mantenere.
Il miele che porta in sé un sessantesimo della manna, è quello che noi chiamiamo in linguaggio cristiano "la provvidenza". Non mangiamo solo ciò che produciamo, non viviamo solo di quello che ci diamo da soli, ma c'è una piccola riserva che viene data gratis.
Il sabato, che porta in sé il sessantesimo del mondo a venire, costituisce una grande sfida per noi contemporanei, perché è l'annuncio di una piccola riserva sulla quiete e sul riposo. Sappiamo bene che più tutto dipende da noi, meno ci riposiamo, e più siamo stressati. Bisogna dunque in qualcosa trovare il segnale che il mondo a venire, quello in cui ci riposeremo, sta nascosto nel sessantesimo di ciò che facciamo. Da questo [...] discende il precetto della Chiesa di andare a Messa almeno la domenica: per un'ora stiamo fuori del mondo, eppure il mondo continua a funzionare! Possiamo entrare, staccare tutto, non occuparci di niente e il mondo non crolla, perché lì c'è il sessantesimo dell'annuncio che non dipende tutto da noi.
Il sonno contiene in sé un sessantesimo della morte, dice il midrash. Anche in questo caso, è molto facile capire: la nostra vita contiene il seme della propria fine. Un mio amico diceva la stessa cosa in modo divertente: "La vita è una faccenda da cui non si esce vivi"; è vero, noi cerchiamo continuamente di rimuoverlo, ma la nostra vita porta in sé il proprio limite.
E poi ci sono i sogni, che portano in sé un sessantesimo della profezia. Io credo che i sogni siano , per noi, il grande tema dei desideri. Mi riferisco ai nostri desideri veri, quelli più profondi; quelli che facciamo così fatica a scoprire, quelli per cui fatichiamo ad esserne all'altezza, quelli che non ci sembra di meritare (non solo che si realizzino, ma nemmeno il semplice nutrirli).
A volte, penso che alla boutique dell'esistenza, ci hanno dato una vita di misura medium e un'anima di misura extra large: il risultato è che abbiamo il desiderio commisurato alla nostra anima che è di solito due tagli più grande della nostra esistenza, perché porta in sé il sessantesimo della profezia della nostra salvezza. Noi siamo due taglie più larghi della nostra vita. Noi non siamo tutti lì.

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