venerdì 19 settembre 2008

Sono un Signore degli anelli

Il presidente di Azione giovani Federico Iadicicco smentisce i dissapori con Fini. Come nella saga di Tolkien, per lui conta solo «il gruppo che salva la comunità dal male»
di Luca Bonaccorsi, Left
19 settembre 2008


Non risponde più al telefono che squilla senza pace. È arrabbiato con i giornalisti che hanno utilizzato, a suo parere in modo strumentale, i commenti alla svolta “antifascista” del presidente Fini. Ma ll consigliere provinciale del Popolo della libertà e presidente di Azione giovani Roma, Federico Iadicicco accetta di spiegarsi a left grazie all’intercessione di un amico comune.
I giornali hanno trasformato un mio ragionamento critico sull’antifascismo per concludere che quindi, io e i giovani di An, saremmo ancora fascisti.

Errore, effettivamente, facile da comprendere. Ma dove sarebbe il malinteso secondo lei?
Io non critico l’antifascismo storico di chi liberò l’Italia dalla dittatura, ma quello ideologico e strumentale degli anni Settanta e Ottanta che ha lasciato dietro di sé una scia di sangue. Io credo che un distinguo vada assolutamente fatto.

Ma Fini l’ha detto che alcuni antifascisti non sono/furono democratici.
Sì, ma parlava di quelli di sessant’anni fa. A me premeva precisare rispetto alla storia più recente.

Lui però forse doveva metterci una pezza dopo le uscite nostalgiche di Alemanno e La Russa no?
Secondo me anche quelle sono state strumentalizzate. Entrambi facevano riferimento a un dibattito che va nella direzione di pacificazione rispetto al passato.

Ma insomma questo fascismo è da condannare o no?
Guardi io non sono mai stato e mai sarò fascista. Ma sul quel periodo non si possono dare giudizi sommari. Personalmente, mi riconosco nelle elaborazioni di intellettuali come Renzo De Felice e Giampaolo Pansa. Ma poi se grandi intellettuali come Gentile, D’Annunzio, Ezra Pound erano fascisti ci sarà qualcosa di più in quella esperienza che dittatura e violenza, no?

Quindi per lei non è vero che la pancia del partito ha ancora un attaccamento “sentimentale” al fascismo?
Io provo sentimenti solo per le persone, non per le ideologie. E voglio che mio figlio viva in un mondo libero, senza dittature. Rispetto a questa necessità di dirci “anti” io ricordo un discorso di Bertinotti a una nostra festa. Lui disse che nonostante il suo giudizio critico sull’esperienza storica del comunismo, lui non avrebbe mai potuto dirsi “anticomunista” perché alla storia del Pci doveva una parte di sé. Perché dovrebbe essere diverso per noi? A me poi la logica dell’anti non piace, è una logica di contrapposizione, che crea odio. Vorrei che ci confrontassimo sui valori che proponiamo. Oggi, in maniera nonviolenta.

Anche voi nonviolenti?
Certo. Azione giovani rifugge e condanna lo scontro fisico, gli episodi di razzismo nei confronti di stranieri e gay.

Quindi niente polemica con Fini. Lui però ha già preso posizioni di avanguardia nel partito. Penso al referendum sulla legge 40.
Quella fu una posizione personale. Azione giovani si schierò per l’astensione.

Una scelta che il Vaticano avrà gradito. Ma la destra non era un pò pagana?
Io sono cattolico, ma ci sono sensibilità diverse. La cultura di destra valorizza le tradizioni e le radici. E le nostre sono cristiane. Poi c’è la fede. Alcuni fanno un percorso di fede altri no.

Ma questa storia delle radici non sarà dietro al ritorno del razzismo?
No. La cultura cattolica è tollerante, è una cultura di accoglienza.

E sull’unione con Forza Italia nel Pdl è d’accordo? Il liberismo non è mai stato un tratto della vostra cultura.
Sono un convinto fautore della fusione. Oggi ci vuole un grande partito di centrodestra. E poi Forza Italia non è più liberista come agli esordi. Nel libro verde di Sacconi ho letto molte cose vicine ai temi della destra sociale.

Una curiosità: ma perché vi piace tanto Il Signore degli anelli?
Perché c’è l’idea di un gruppo che salva la comunità dal male e dalla distruzione. C’è il senso del sacro.

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