di Alain Besançon, Ideazione editrice
L'impronta biblica che più segna comunismo e nazismo è la loro comune volontà di salvare il mondo, includendo nei mezzi di salvezza la cancellazione di ogni traccia biblica. Nelle religioni "pagane" l'ordine naturale contiene in se stesso l'idea del divino, ed è sufficiente per farla nascere. L'ordine naturale equivale all'ordine divino: basta contemplarlo, riconoscerlo, imitarlo. La filosofia antica - e, per quanto ne so l'indiana e la cinese - non promettevano una salvezza universale: solo quella di una piccola élite mediante esercizi spirituali lunghi e difficili, grazie ai quali si diveniva capaci di vivere felici, conformemente alla natura, alle sue strutture eterne. L'idea di salvezza ere inconcepibile, quanto meno come "esodo" rispetto al mondo, o come idea di "cambiare" il mondo nella sua totalità.
La salvezza marxista leninista è ottimista. E' comparabile alla salvezza annunciata dalla profezia biblica. il suo fine è di superare la natura e l'uomo per quello che sono: di arrivare ad un tempo messianico di pace e di giustizia, in cui il lupo e l'agnello vivono in pace, in cui le regole e le frustrazioni del matrimonio, della famiglia, della proprietà, del diritto e della penuria sono abolite. Infine, la stessa morte verrà sconfitta. Ci furono dei sogni su questo tema, all'inizio della rivoluzione bolscevica, alimentati da un certo Fedorov, un chimerico della rivoluzione scientifica dei corpi e dell'immortalità. "L'uomo nuovo", prodotto dal socialismo, è una sorta di corpo glorioso, così come lo prefigura la profezia. Questa salvezza è rimessa nelle mani degli uomini. E' ottenuta attraverso mezzi politici. Non Domino sed nobis.
Solo una piccola minoranza oggi crede all'esistenza dei comandamenti divini. Se vi crede ancora - come vi credevano molti degli ebrei e dei cristiani divenuti poi comunisti - dovrebbe vedere a colpo d'occhio la contraddizione tra il progresso a cui l'uomo aspira e la lezione biblica. Il concetto di progresso, inteso nel senso di una trasformazione in profondità dell'essere umano sotto l'influenza della storia o di una volontà politico-storica, non può essere accettato, perchè fa dipendere dall'azione politica una tasformazione che, secondo la bibbia, è dovuta solo ad una grazia divina. Quando ciò che è possibile solo all'azione divina diventa il fine dell'azione umana, quest'ultima mira all'impossibile. L'azione violenta contro la natura fallisce e si trasforma presto in distruzione della natura e, con essa, dell'umano. Pelagio pensava che, in una certa misura, l'uomo potesse salvarsi da solo, con la volontà e con l'ascesi. Sant'Agostino riteneva che il pelagiano si tormentasse senza migliorarsi. Lo stesso l'eroe positivo della leggenda bolscevica. In realtà, peggio, perchè il pelagiano pensava di raggiungere la virtù nel senso comune del termine, l'eroe positivo una virtù definita dall'ideologia: ovverosia il vizio. Inoltre, l'eresia pelagiana mirava, come la filosofia antica, ad un progresso individuale: il nuovo progresso è collettivizzato. Il trasferimento al potere politico dell'idea pelagiana è più distruttivo , perchè è l'altro o, meglio, sono tutti gli altri che vanno corretti dall'educazione e, all'occorrenza, in un ambiente soffocante di reticolati.
La salvezza nazista è pessimista. Chiede il superamento delle illusioni introdotte nell'umanità dal veleno biblico, in particolare evangelico, frutto del "risentimento". Si tratta di tornare ad un ordine naturale, concepito nella nera luce del tragedismo romantico; ritrovare la purezza originale della terra e del sangue, corrotti dalla società del mercato e della tecnica, e dal miscuglio imbastardente delle razze. L'appello del nazismo si rivolge agli eroi che accettano di morire; a coloro che hanno rinunciato all'illusione della verità e della giustizia, che sono pronti a seguire fino in fondo la volontà della razza, del Volk, incarnata nel capo. Il superuomo è un uomo impassibile, leale, vincitore o vinto, ma sempre nobile e bello. Abbiamo visto come l'ideale conduca ad un reggimento di SS senza cervello, ad una gerarchia di canaglie con a capo un demente, ad una guerra di annientamento.
Le due differenti dottrine condividono comunque l'idea di una salvezza collettiva, che verrà nella storia: idea biblica, che si oppone all'antistoricismo delle filosofie antiche, indiane e cinesi. Su questo schema le due dottrine hanno ammassato un guazzabuglio di nozioni tolte alle scienze naturali e alle scienza storiche, trasformando l'immenso sapere cumulato nel XIX secolo in un automatismo mentale di una povertà soprannaturale. Non è conforme alla natura dell'intelligenza umana che questi due sistemi insani possano presentarsi come un solo prodotto. Non è spiegabile che degli spiriti così elevati - professori, saggi, pensatori eminenti - abbiano subito una paralisi e una deviazione siffatta dal senso comune. le spiegazioni di tipo psichiatrico sono metaforiche, come l'immagine - utilizzata a proposito del nazismo - del suonatore di flauto di Hameln. Ma se si evoca quella legenda, si è vicini a richiamare colui che si cela dietro il suonatore di flauto: colui che secondo le Scritture, è il "padre della menzogna", "omicida e mentitore sin dalle origini".
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