giovedì 11 dicembre 2008

diluvio universale

Il diluvio universale è iniziato sul monte Carmelo?
Etgar Lefkovits, The Jerusalem Post
10 dicembre 2008


Una inondazione che colpì la terra di Israele più di 7.000 anni fa, sommergendo sei villaggi del Neolitico di fronte al monte Carmelo, sarebbe all'origine del diluvio biblico di Noè. Lo ha riferito un archeologo marino britannico lo scorso martedì.
La nuova teoria circa l’origine della grande inondazione raccontata nel Libro della Genesi si aggiunge alle controversie esistenti fra gli studiosi se l’inondazione del Mar Nero, avvenuta più di settemila anni fa, sia stato il biblico.
Nella teoria proposta dall'archeologo marino britannico Sean Kingsley e pubblicata nel bollettino della società Archeologica Anglo-Israeliana l’inabissamento dei villaggi sulle montagne del Carmelo - incluse le case, i templi, le tombe, i pozzi d'acqua, le officine e gli attrezzi di pietra - è di gran lunga “la prova archeologica più stringente esposta fin qui per datare il diluvio di Noè.
“Che cosa è più scientificamente convincente: un inondazione nel Mar Nero, così lontano da Israele e la leggenda di una presunta arca abbandonata sulle pendici del Monte Ararat o sei villaggi del neolitico sommersi esattamente al centro della terra della bibbia?” ha detto Kingsley in un'intervista telefonica rilasciata al quotidiano The Jerusalem Post.
Lo studioso ha aggiunto che il sito, scavato per l'ultimo quarto di secolo dall’archeologo israeliano Dr. Ehud Galili, offre un "cocktail piuttosto convincente di coincidenze" tra cui strati di villaggi sommersi in una posizione critica, e uno noto per una inondazione.
Ma Galili, martedì, ha respinto la teoria di Kingsley dicendo che non può essere quella la realtà. "Basandoci sui nostri reperti archeologici il villaggio non fu abbandonato a causa di un evento catastrofico ma a causa del lento innalzamento del livello del mare verificatosi in tutto il mondo. L’innalzamento del livello del mare fu molto lento e poco significativo per rimanere impresso nella memoria di quelle generazioni".
Galili ha anche osservato che, a seguito del grande maremoto che ha recentemente colpito l'Asia, si è creata la moda tra gli archeologi di tutto il mondo di andare a caccia di mega-disastri accaduti in passato.
Galili ha aggiunto ancora: "Non abbiamo ancora trovato alcuna prova che uno “tsunami” o altra catastrofe simile abbia allagato i villaggi anche se vi sono prove che un maremoto si verificò nel Mar Mediterraneo".
Kingsley, che si dichiara ateo, ha detto di aver cominciato a studiare le origini del diluvio di Noè cinque anni fa a causa del suo interesse per "le mitologie" ed il loro affermarsi nella vita reale, così come per il desiderio di collegare il racconto biblico con il riscaldamento della superficie terrestre.
Secondo Kingsley la teoria, alternativa alla sua, secondo la quale l'inondazione del Mar Nero del 5600 a.C. circa è stata la fonte del diluvio biblico è messa in discussione dal fatto che nessun villaggio, case, cimiteri o tombe siano mai stati trovati sotto le sue onde.
Gli studiosi concordano che il Mar Nero straripò quando l’aumento mondiale del livello del mare causò l’esondazione del Mediterraneo sulla terra, trasformando il lago di acqua dolce in un mare di acqua salata.
L'alluvione fu così spaventosa che sollevò il livello dell’acqua di 155 metri e furono sommersi fino a 150.000 chilometri quadrati di terreno.
Ma gli studiosi sono divisi sulla datazione dell'alluvione e su quanto rapidamente si sia verificata.
La maggior parte di essi credono che abbia avuto luogo circa 9.000 anni fa e sia stata graduale.
La data della massiccia inondazioni sulle pendici del Carmelo, che Kingsley stima tra il sesto e il quinto millennio a.C., è ancora sconosciuta.
"La precisa datazione di queste inondazioni localizzate è ancora in fase di elaborazione, non vi è alcun dubbio però che i villaggi del Carmelo non sono stati persi in seguito a terremoti o movimenti tettonici, ma per le onde killer."
Il gruppo di villaggi inabissati di fronte al Monte Carmelo sono ad una profondità di 12 metri. Atlit-Yam, circa dieci Km a sud di Haifa, è il più grande villaggio neolitico sommerso nel Mar Mediterraneo.
La teoria di Kingsley, un archeologo che si definisce indipendente, circa l'origine del diluvio di Noè è interessante ma dubbia.
Un collegamento diretto tra il racconto biblico e i siti neolitici sommersi è dubbio", ha affermato il Prof Shimon Gibson, un archeologo dell'Università della North Carolina.
"Non risulta che episodi di sostanziale inondazione si siano verificati da queste parti del mondo o che paure di questo tipo siano presenti nella coscienza culturale dei popoli antichi."
"Alla fine", ha concluso, "dobbiamo dire che, nel complesso, la prova di un mondo sommerso a causa di una alluvione non esiste."

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